Breve cronache dal 2006. Mescolone di considerazioni a caldo
Pubblicato il 15/07/2026 da Rolenzio | Tag: 2006, mondiali, internet
Se chiudo gli occhi, sono lì, in quella calda serata del 9 luglio allo stadio di Berlino…Qualche giorno fa ricorrevano i 20 anni dalla vittoria dell’Italia ai Mondiali di calcio in Germania. Il 9 luglio 2006, all'Olympiastadion di Berlino, l'Italia conquistò il suo quarto titolo mondiale battendo la Francia 5-3 ai calci di rigore, dopo l'1-1 maturato nei tempi regolamentari e supplementari.È una bella ricorrenza, anche se un po' amara dato che la nazionale non è riuscita a qualificarsi ai Mondiali di quest’anno. Non sono un appassionato di calcio e non lo seguo abitualmente; non sono nemmeno triste perché non abbiamo giocato quest'anno, ma all'epoca c’era qualcosa di magico nell’aria che si poteva tagliare con il coltello. Se fossi potuto, avrei preso un campione d’aria e conservato in un barattolo.
Ricordo ancora l’atmosfera dopo ogni partita sofferta e vinta, i festeggiamenti in crescendo fino alla vittoria finale contro i francesi. La sera della finale facemmo le ore piccole andando in centro a festeggiare e cantare: fu come un canto di liberazione dopo tanta sofferenza e fatica. Per me quell’anno fu un vero turbine di emozioni e scoperte: l’acquisto della mia prima auto, le prime vere vacanze con gli amici, le prime feste "a base di alcol" e la conoscenza con quella che sarebbe diventata mia moglie.Eravamo nei primi anni 2000, quando i social network erano agli albori e non c’erano ancora le app di messaggistica come oggi. Facevamo le catene di Sant'Antonio via email per fissare una serata o organizzare una festa; conservo ancora alcune mail scambiate con gli amici di più di vent'anni fa. C’era Messenger, ma era scomodo da usare e comunque ti dovevi collegare al PC per parlare. Avevamo aperto un forum su ForumFree dove discutevamo di tutto e dove non mancavano i troll. Su Wayback Machine rimangono ancora dei frammenti di pagine e alcuni thread pubblicati, ma non è più possibile accedervi per leggere i commenti.Il forum è stato chiuso perché era andato in disuso, complice il fatto che da lì a breve sarebbe arrivato Facebook. La stessa sorte è andata ai blog personali di MSN. Arrivai troppo tardi a leggere l’email in cui Microsoft annunciava l’imminente chiusura del servizio con la possibilità di migrare tutto su WordPress. Ancora oggi mi mangio le mani: all’interno di quel blog c’erano tutti i miei pensieri, il mio sfogatoio digitale.
Qualche giorno fa ascoltavo un'intervista proprio al responsabile di Wayback Machine, il quale spiegava come gli archivisti dietro al portale (archive.org) facciano quotidianamente un lavoro immenso nel cercare di salvare la memoria storica digitale. Una cosa che mi ha colpito è stata il fatto che, contrariamente a quello che si pensa — ovvero che “una volta che pubblichi qualcosa in rete, quella cosa rimane per sempre” — in realtà le cose spesso non vanno così. I server invecchiano e c’è sempre bisogno di ottimizzare costi e spazi.Oggi abbiamo capito che è più facile conservare un libro o un diario per 50 anni in una soffitta piuttosto che lo stesso in formato digitale. Ogni tanto penso che il nostro forum o il mio blog siano su qualche hard disk scollegato, mandato in discarica, oppure a prendere polvere in qualche magazzino o, peggio ancora, formattato per lasciare spazio a nuovi dati. In ogni caso, la memoria storica è andata.Paradossalmente il mito dell’immortalità digitale si scontra con la fragilità stessa delle infrastrutture dove quel dato risiede (server che si rompono , alti costi di elettricità ecc).