📄 2026-07-07-playstation-e-la-fine-del-supporto-fisico--e-spirituale.html

×

Playstation e la fine del supporto fisico.... e spirituale

Pubblicato il 07/07/2026 da Rolenzio | Tag: playstation, gta 6, cd

L'annuncio di qualche giorno fa ha scosso la comunità: Sony ha deciso di togliere il supporto fisico ai giochi PlayStation a partire da gennaio 2028. Questa notizia, unita all'annuncio della rimozione di numerosi titoli di film dal PlayStation Store dovuto alla scadenza delle licenze e all’uscita di GTA 6 solo in digitale sta facendo discutere molti utenti in tutto il mondo. Guardando i social, è evidente come collezionisti e giocatori siano pieni di dubbi su questa scelta, che comporterà una trasformazione radicale del mercato .

Proviamo ad analizzare le problematiche legate a questa decisione. Sappiamo che l'acquisto di giochi in digitale è molto comodo: si accende la console, si va sullo store, si sceglie il titolo, lo si paga e lo si scarica. Il problema è che questo meccanismo ti permette di acquistare una *licenza d'uso* e non il gioco stesso. In pratica, acquisti l'accesso alla possibilità di giocare, ma queste licenze restano completamente nelle mani del produttore o della casa di distribuzione: significa che possono essere revocate in qualsiasi momento.Questo si inserisce purtroppo nel trend dell' enshittification costante che stiamo vedendo negli ultimi anni, soprattutto nei servizi e nei beni offerti dalle aziende. Hai sempre meno potere d'acquisto reale: mentre prima potevi acquistare un bene tangibile, ora il tuo denaro serve a pagare abbonamenti. La tendenza che i grandi player vogliono imporre è proprio questo modo di vivere in costante abbonamento per tutto: streaming, musica e, forse presto, anche i videogiochi.

Attualmente siamo nella fase digitale in cui sei costretto a scaricare il gioco sulla console per giocarci. In futuro, è probabile che troveranno sistemi per farti pagare un abbonamento per giocare in cloud. In questo scenario, spenderesti molti soldi per una console che diventerebbe un semplice terminale, dovendo poi pagare un canone per accedere ai loro server. E questi abbonamenti potranno aumentare al loro piacimento. È un'ipotesi futura, ma con l'aumento della potenza di calcolo potrebbe diventare ancora più conveniente per loro.La cessazione del supporto fisico porta con sé altre conseguenze pesanti. Un gioco fisico poteva essere conservato, rivenduto o prestato a un amico; esisteva un mercato secondario che ora sta per sparire perché le aziende vogliono controllare da sole il flusso di denaro. A noi resta decidere se accettare questa realtà. Con le nostre scelte abbiamo la possibilità di mandare messaggi forti, anche se al momento i nostri sforzi sembrano avere poca potenza rispetto a quelli delle grandi multinazionali. Queste ultime sanno che gli utenti sono frammentati e difficilmente riusciranno a creare una massa critica per influenzare il mercato. Da un lato ci sono i giocatori consapevoli, i collezionisti che hanno una cultura del settore; dall'altro ci sono gli utenti comuni — come il ragazzino che chiede la carta ai genitori o chi, sprovveduto, vuole subito l'ultimo titolo (come sta accadendo con i preordini di GTA 6) senza curarsi del fatto che, in futuro, il disco potrebbe non esserci nemmeno nella scatola, sostituito da un codice.

Tutto questo processo di "enshittification" sta avanzando rapidamente. Cosa possiamo fare? Io personalmente non sono un grande giocatore: ho la Play a casa ma non ci gioco quasi mai. Tuttavia, non sopporto più l'idea di vivere una vita basata sugli abbonamenti. Come ho scritto in altri articoli, ho scelto di eliminare quasi tutti i miei abbonamenti e continuo a mantenere questa scelta di vita.L'unica cosa che possiamo fare è informarci il più possibile, parlare con le persone e sensibilizzarle su ciò che sta accadendo. È giusto vivere una vita così? Io la mia idea me la sono fatta. Dobbiamo cercare di convincere più persone possibili perché il vero potere lo abbiamo noi, i consumatori, gli utenti finali: siamo noi a poter cambiare le scelte di mercato. Il messaggio principale che dobbiamo lanciare a queste grandi corporation è che non esiste solo il mero guadagno o la necessità di rispondere agli investitori. Esiste anche la necessità di creare qualcosa che resti nella storia. Purtroppo, oggi si è persa totalmente la passione e l'amore per fare le cose: siamo arrivati a un punto in cui bisogna far quadrare i bilanci e tutto è diventato un mero "più o meno" contabile. Bisognerebbe rimettere la passione e l'amore nel fare le cose al centro di tutto.

Playstation e la fine del supporto fisico.... e spirituale
Cd a buttare

Go to Home